Beneficiari
Imprese di qualunque dimensione, incluse reti di imprese con soggettività giuridica, che abbiano la piena disponibilità dell’unità produttiva.
Contributo in conto capitale per imprese del Sud Italia che vogliono realizzare o potenziare impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici in autoconsumo, con possibilità di integrare sistemi di accumulo.
Una sintesi immediata delle informazioni più importanti per capire se l’impresa può valutare l’accesso alla misura.
Il PN RIC FTV Sud non è un incentivo automatico. L’accesso dipende dal possesso dei requisiti, dalla corretta presentazione della domanda, dalla valutazione del progetto e dalla disponibilità delle risorse.
Prima di comunicare un contributo al cliente, è necessario verificare localizzazione dell’unità produttiva, potenza dell’impianto, autoconsumo, spese ammissibili e documentazione richiesta.
La misura è rivolta alle imprese con unità produttive nel Sud Italia, inclusa la Puglia, purché siano rispettate le condizioni previste dall’avviso.
Imprese di qualunque dimensione, incluse reti di imprese con soggettività giuridica, che abbiano la piena disponibilità dell’unità produttiva.
Unità produttive in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
L’unità produttiva deve essere situata in area industriale, produttiva o artigianale, secondo quanto previsto dalla misura.
Il bando sostiene impianti destinati all’autoconsumo energetico dell’impresa.
Realizzazione o potenziamento di impianti fotovoltaici su coperture dell’unità produttiva o di strutture pertinenziali.
Sono previsti anche interventi termo-fotovoltaici, con specifiche componenti tecniche ammissibili.
È possibile integrare sistemi di accumulo elettrochimico connessi all’impianto, secondo i requisiti della misura.
Le intensità dipendono da dimensione dell’impresa, tipologia di investimento e possibili premialità. I valori devono essere sempre verificati sull’avviso e sulle regole operative vigenti.
| Tipologia investimento | Piccole imprese | Medie imprese | Grandi imprese |
|---|---|---|---|
| Impianti fotovoltaici | fino al 58% | fino al 48% | fino al 38% |
| Impianti termo-fotovoltaici | fino al 63% | fino al 53% | fino al 43% |
| Sistemi di accumulo | fino al 48% | fino al 38% | fino al 28% |
| Con premialità | può arrivare fino al 65% | può arrivare fino al 55% | può arrivare fino al 45% |
I valori sono riportati in forma informativa. La percentuale effettiva dipende dalla configurazione del progetto e dalla valutazione secondo le regole ufficiali.
È fondamentale distinguere le spese finanziabili da quelle che restano fuori dalla misura.
Alcuni aspetti del bando incidono in modo decisivo sulla convenienza e sulla corretta gestione del progetto.
I lavori devono iniziare dopo l’invio della richiesta di accesso alla misura. L’avvio anticipato può compromettere l’accesso al contributo.
Gli interventi devono terminare entro 18 mesi dalla data in cui il MASE rende disponibile l’Atto di Concessione.
Gli impianti devono essere connessi a punti di prelievo e operare in assetto di autoconsumo. Il proponente deve essere titolare del punto di prelievo.
Un punto spesso sottovalutato: l’energia non autoconsumata ha una gestione particolare prevista dal bando.
L’energia elettrica immessa in rete dagli impianti agevolati viene ritirata gratuitamente dal GSE per i 20 anni successivi all’entrata in esercizio.
Il controvalore economico dell’energia ritirata alimenta il Fondo Reddito Energetico Nazionale. Per questo la progettazione deve puntare a un autoconsumo il più possibile coerente con i consumi aziendali.
L’incentivo è erogato in massimo due soluzioni, secondo le modalità previste dalla misura.
Può arrivare al massimo al 30% del contributo riconosciuto e richiede fideiussione a favore del GSE.
Può essere richiesto dopo aver sostenuto almeno il 50% dei costi ammissibili riconosciuti.
Deve essere richiesto entro 90 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto.
Documentazione, pagamenti, requisiti tecnici e rispetto delle tempistiche devono essere coerenti con le regole della misura.
Il PN RIC FTV Sud riguarda impianti aziendali in autoconsumo e prevede regole specifiche sulla gestione dell’energia non autoconsumata. Per progetti diversi, in cui l’obiettivo è valorizzare energia condivisa tra più soggetti, Magisolar può orientare il cliente anche verso la guida Magisolar alla Comunità Energetica Rinnovabile nel Salento.
Risposte rapide ai dubbi più comuni sul PN RIC FTV Sud.
Sì. La Puglia rientra tra le regioni ammesse, insieme a Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia.
La misura è rivolta a imprese di qualunque dimensione, ma l’unità produttiva deve rispettare i requisiti territoriali, urbanistici e tecnici previsti dall’avviso.
No. L’accesso dipende da requisiti, documentazione, valutazione del progetto e disponibilità delle risorse. Non è corretto considerarlo automatico.
No. I lavori devono iniziare dopo l’invio della richiesta. L’avvio anticipato può compromettere l’accesso alla misura.
Sì, sono incentivati sistemi di accumulo elettrochimico collegati agli impianti ammessi, nel rispetto delle condizioni previste.
L’energia immessa in rete dagli impianti agevolati viene ritirata gratuitamente dal GSE per 20 anni e il relativo controvalore alimenta il Fondo Reddito Energetico Nazionale.
Richiedi una valutazione preliminare: analizziamo unità produttiva, consumi, potenza installabile, accumulo e compatibilità con il bando.